Epica/Scienze

ULISSE MENTITORE

Partirono insieme dalla stessa città in fiamme, Troia, uno come vincitore, l’altro come sconfitto: Ulisse ed Enea.
Enea, il vinto che finì col fondare un impero di vincitori - l’impero di Roma – viaggiando come profugo in terra altrui, ha offerto, in questi ultimi mesi, più di una riflessione alla coscienza europea e alla cultura globale della difficile ma necessaria accoglienza.
Ma Ulisse? Il vincitore Ulisse, il perseguitato Ulisse, l’inventore della macchina da guerra più originale e pionieristica, forse, nella storia umana: un cavallo di legno riempito di guerrieri, un dono di morte, cosa ci offre, oggi, Ulisse, il signore degli inganni, come lo ha definito Zachary Mason, specialista di sistemi informatici di giorno, ma di notte, in vacanza, in pausa pranzo, scrittore e romanziere?
Ulisse mentitore: questo il titolo che abbiamo dato ai sei incontri che si snoderanno dal 20 novembre al 23 aprile, quasi un percorso sulle tracce non della sua ombra, ma dei suoi ricordi e dei suoi racconti: i racconti coi quali affascina il popolo dei Feaci che lo ha accolto come naufrago dall’incerta e inquietante figura.
Racconti e/o menzogne? Può essere affidabile un testimone, unico sopravvissuto a incontri con mostri, disastri, vendette divine, terre improbabili, parole indecifrabili?
Ma poi, a pensarci bene, quanta scienza, quanti saperi e competenze ci sono in questi racconti, quanti modi di vivere e di leggere il mondo?
Scopriremo anche questo, con l’aiuto di commentatori esperti, musicisti, artisti e creatori di immagini che, proprio perché non condannano semplicisticamente la menzogna, tenteranno di leggerne anche i sottintesi.
Una zattera, che consente di lasciare un’isola e una dea, Calipso, forse rimpianta per sempre; un mostro dall’occhio solo; il dio dei venti e i Lestrigoni mangiatori di uomini; la maga Circe e una catabasi esemplare; e poi donne-uccello e giovenche del Sole.
Tutto questo prenderà corpo, anzi corpi, attraverso il fascino della voce e della lettura di passi dell’Odissea, grazie a quella capacità che aveva la parola, quando ancora in pochi sapevano scrivere e leggere, di ‘far vedere’ attraverso l’udito, di usare le descrizioni dettagliate come una cinepresa ante litteram, capace di mettere sotto gli occhi degli ascoltatori un mondo di luoghi e di corpi in movimento.
E a questo punto, per noi, moderni spettatori di fiction, cosa può importare se fossero solo menzogne?

Luigi Spina

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