L'OFFICINA DELLE IMMAGINI

Il cinema nell'interferenza del visivo (tra arte, teatro e gioco)

È stato uno straordinario pioniere delle teorie del cinema del primo Novecento, Ricciotto Canudo (a sua volta poeta, drammaturgo, romanziere, animatore culturale e legionario) a defi nire il cinema “officina delle immagini”. Considerando la forma filmica come il luogo di una potente sintesi di diverse espressioni. E proprio a partire da questa “suggestione” nasce l’idea di questa rassegna cinematografi ca come uno spazio d’interferenza e incontro-scontro tra differenti linguaggi del visivo.

Alfonso Amendola

 

Alfonso Amendola, professore di Sociologia degli audiovisivi sperimentali presso l’Università degli Studi di Salerno. Il suo percorso di ricerca s’orizzonta, principalmente, verso un crinale di culture di massa ed immaginari d’avanguardia. Tra i suoi libri più recenti: Contemplando il deserto. Il cinema di Carmelo Bene (2015); La disseminazione audiovisiva, con V. Del Gaudio e M. Tirino (2015); Specchio, specchio delle mie brame. Teorie e modelli, con E. D’Agostino e F. Marano (2014); Videoculture. Storia, teoria ed esperienze dell’audiovisivo artistico (2012); Vladimir Majakovskij: storia ed eversione di un’opera totale, con A. Sapienza (2012). Attualmente lavora ad una monografi a sulla fenomenologia del dandy. È Presidente di “Unis@und” la web radio dell’Ateneo di Salerno e si occupa di consulenza culturale per aziende e enti di ricerca.

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