STORIA DELL'ITALIA MAFIOSA - Isaia Sales

Mercoledì 18 gennaio 2017, ore 20.00 Letteratura

“Storia dell’Italia mafiosa” rappresenta una importante innovazione nello studio e nell’analisi dei fenomeni mafiosi in Italia Per la prima volta viene ricostruita in maniera unitaria la storia della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, dalla nascita nel Mezzogiorno borbonico, allo sviluppo nell’Italia post unitaria, al definitivo affermarsi in età repubblicana, fino ai nostri giorni. Si è dinanzi ad un grande affresco storico che individua le ragioni di fondo di un modello criminale il cui successo dura ininterrottamente da 200 anni.

edizione Rubbettino

“Storia dell’Italia mafiosa” rappresenta una importante innovazione nello studio e nell’analisi dei fenomeni mafiosi in Italia Per la prima volta viene ricostruita in maniera unitaria la storia della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, dalla nascita nel Mezzogiorno borbonico, allo sviluppo nell’Italia post unitaria, al definitivo affermarsi in età repubblicana, fino ai nostri giorni. Si è dinanzi ad un grande affresco storico che individua le ragioni di fondo di un modello criminale il cui successo dura ininterrottamente da 200 anni.
Il volume rappresenta inoltre il contributo più significativo al superamento delle interpretazioni dominanti delle mafie come frutto esclusivo del Mezzogiorno, della sua arretratezza economica e sociale, di una cultura omertosa e complice. Isaia Sales dimostra come quel racconto, pressoché immutato da due secoli, continui a costituire un formidabile ostacolo alla comprensione delle mafie e a rappresentare, nella migliore delle ipotesi, un colossale abbaglio.
Pagine appassionanti svelano perché le mafie, nonostante gli auspici di tanti, non siano state sconfitte dalla “modernità”, anzi si sono trovate pienamente  a loro agio dentro di essa, senza alcun imbarazzo. E sono ancora qui nell’Italia post moderna di oggi, nel mondo di Google e dell’I pad.
E non solo nel Mezzogiorno. Perché ormai le mafie, e da decenni, si sono radicate nel Nord Italia. La presenza delle mafie nel Nord del Paese, è un fatto sconvolgente e costituisce la più radicale smentita delle interpretazioni “culturaliste”. Perché le mafie, suggerisce acutamente l’autore, sono formidabili strumenti di capitalizzazione della violenza per conquistare ricchezza e potere e, come tali, in grado di adattarsi in contesti economici, sociali e culturali diversi. Il successo delle mafie attiene a convenienze economiche, il resto appartiene al campo delle falsificazioni storiche.
La storia della criminalità mafiosa è storia di rapporti con il mondo esterno alla stessa criminalità. Senza queste relazioni le mafie non sarebbero tali, non sarebbero durate tanto a lungo, non peserebbero come un macigno sul passato, sul presente e sul futuro dell’intera nazione. Senza queste interrelazioni con la storia nazionale, le mafie sarebbero semplice delinquenza. Le mafie invece vanno iscritte a pieno titolo dentro la storia delle classi dominanti e del potere in Italia, per la condivisione di atteggiamenti, valori, ideologie, interessi.

Le mafie, ci ricorda l’autore, le ha prodotte il Sud ( e non tutto) in una certa epoca ma dentro la  trama della storia nazionale. Il Sud ha anche prodotto gli uomini che l’hanno combattuta, uomini più numerosi di quelli di altre regioni italiane che invece l’hanno integrata nella politica e nell’economia nazionali.
Il saggio ricostruisce brillantemente i nessi oscuri e le molteplici relazioni tra mafia e potere politico, ricerca e trova il filo rosso dell’ intreccio inestricabile tra mafia, classi dirigenti ed equilibri politici più generali. Pagine dense e documentate sono dedicate al ruolo persistente che il blocco politico-mafioso ha esercitato negli equilibri politici e sociali che hanno retto la nazione, da Crispi a Giolitti, da Andreotti fino a Berlusconi.
Le mafie sono dunque il più grande fallimento della storia italiana nel suo farsi nazione.

Il saggio di Sales rappresenta un monito potente ad abbandonare i luoghi comuni nelle interpretazioni delle mafie, a costruire una lettura condivisa di tali devastanti fenomeni e a vederle per ciò che esse sono: protagoniste a tutto tondo della storia nazionale, non isolabili in una dimensione locale, né tantomeno risolvibili in letture semplificistiche e profondamente sbagliate.

 

 

IsaiaSales comprIsaia Sales insegna Storia delle mafie all’Università S. Orsola Benincasa di Napoli. E’ stato consigliere regionale della Campania dal 1980 al 1994 e deputato dal 1994 al 2001. Nel 1996 è entrato a far parte del Governo presieduto da Romano Prodi, dove ha ricoperto da maggio 1996 a ottobre 1998 l’incarico di sottosegretario al Tesoro e al Bilancio, con delega del ministro Ciampi ai problemi del Mezzogiorno e ai Fondi comunitari.
E’ autore di libri, articoli e saggi su temi economici, in particolare sulle condizioni del Mezzogiorno. Sull’argomento ha pubblicato i seguenti libri: “L’affare terremoto” (Scriba,1983), “Enti locali, radiografia di un malessere” (1985), “Leghisti e Sudisti” (Laterza,1993), “Il sud al tempo dell’euro” con prefazione di Carlo Azelio Ciampi (Editori Riuniti, 1998), “Riformisti senz’anima” (L’Ancora del Mediterraneo, 2003), “Napoli non è Berlino” (Dalai, 2012).
Esperto di criminalità economica, ha pubblicato numerosi articoli, libri e saggi sull’argomento. In particolare “Che cos’è la camorra” (Edizioni Sintesi,1983), “La camorra, le camorre” con prefazione di Corrado Stajano (Editori Riuniti, 1989), con F. Barbagallo “Rapporto 1990 sulla camorra” (Edizioni L’Unità), con N. Tranfaglia “Cirillo, Ligato e Lima: tre storie di mafia e politica” (Laterza,1994), “Le strade della violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli”(L’Ancora del Mediterraneo, 2006), libro vincitore del Premio Napoli 2007, “La camorra non è la mafia” nel Dizionario delle mafie e dell’antimafia (Gruppo Abele, 2008), “I preti e i mafiosi” ( Dalai, 2010), “Atlante delle mafie” con E. Ciconte e F. Forgione (Rubbettino, 2013), ha collaborato al “Dizionario enciclopedico di mafie e antimafie” (Castelvecchi, 2013).  Ha curato per l’Enciclopedia Treccani la voce “camorra”. Nel 2015 ha pubblicato per Rubbettino “Storia dell’Italia mafiosa. Perché le mafie hanno avuto successo.
Giornalista pubblicista, è editorialista de Il Mattino di Napoli e collabora con la rivista Limes diretta da Lucio Caracciolo.

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