Il nostro tango è come un jazz: Girotto e Aires Tango in concerto

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La sezione di Teatro di Lustri, curata da Enzo Marangelo, sabato 3 Dicembre, ha ospitato presso l'Auditorium del Centro Asi di Solofra, Javier Girotto & Aires Tango in concerto, il quartetto italo-argentino fautore di una sanguigna fusione tra jazz e tango memore di Astor Piazzolla e Gardel, ma che spinge il discorso verso lidi decisamente più jazzistici.

Sabato 3 Dicembre. Nell'Auditorium del Centro Asi di Solofra, la sezione di Teatro di Lustri, curata da Enzo Marangelo, ha ospitato Javier Girotto & Aires Tango in concerto. Tango e Jazz, due mondi all'apparenza incompatibili, pur condividendo le medesime umili origini, si fondono in maniera sanguigna nella musica del quartetto italo-argentino, anche se è evidente la deriva decisamente jazzistica.

Javier Girotto, nome spagnolo e cognome italiano (le sue origini sono pugliesi), già nell'identità ricorda il suo viaggio dalle Ande agli Appennini: nato a Cordova in Argentina è da anni cittadino italiano e questa mescolanza di mondi inevitabilmente si traduce in una mescolanza di generi musicali. E' un musicista vero, uno sperimentatore delle tradizioni popolari. La sua musica è una contaminazione tra le melodie e le armonie tipiche del folclore argentino con l'improvvisazione jazzistica, una musica di notevole libertà espressiva e di grande fascino, in cui gli echi del passato - Gardel, Piazzolla -  si fondono con le istanze del linguaggio musicale più moderno. Una musica impetuosa, complessa, piena di poesia che ti avvolge e ti trasporta attraverso la campagna argentina fino alle periferie di Roma.

Da Gatos, che inevitabilmente spinge al ricordo di Gato Barbieri e al suo Ultimo Tango a Parigi, a Passione in fuga, Pasion albiceleste dedicata alla nazionale argentina, fino a Duende, La Luna e molti altri brani che hanno segnato la storia di questo gruppo, è predominante il suono dolente e penetrante del sax soprano dell'infaticabile Girotto che, tuttavia, non può fare a meno del pianoforte struggente di Alessandro Gwis, così come del suono profondo del basso di Marco Siniscalco e del percussionista Michele Rabbia, musicista dal gesto garbato in grado di trasferire tutte le sue sensazioni ed emozioni sullo strumento e quindi anche su chi lo ascolta. Ritmi incalzanti, saliscendi di note emozionali, travolgenti assoli ed intensi momenti improvvisativi, hanno scandito una serata all'insegna della grande qualità musicale.  Sicuramente uno dei momenti più intensi si è creato con Io e Lei, quando la musica degli Aires Tango ha accompagnato la declamazione di Enzo Marangelo del poemas El tango di Borges, di cui ricorre il trentesimo anniversario dalla morte ... il tango, quella raffica, quella diavoleria che sfida gli anni affannati; gambe che si allacciano, corpi che si incatenano in un abbraccio intimo intenso e profondo. 

                    Alessandra Durighiello

 

Ultima modifica ilMercoledì, 07 Dicembre 2016 10:13
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