Un gradito ritorno: Antonello De Rosa in "Traccia di Mamma"

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Sono trascorsi trent'anni dalla morte improvvisa e prematura di Annibale Ruccello, ma la sua genialità continua a sopravvivere attraverso attori e registi che al suo teatro hanno fatto e fanno riferimento; tra questi sicuramente c'è Antonello De Rosa, talentuoso attore e regista salernitano, apprezzato dalla stessa madre di Ruccello, Pina De Nonno.

Sono trascorsi trent'anni dalla morte prematura di Annibale Ruccello, il commediografo stabiese che negli anni '70 proponeva una scrittura scenica fortemente legata alla realtà, ma capace di rivelare l'aspetto umoristico e ironico anche all'interno di situazioni tragiche. La sua genialità continua a sopravvivere attraverso attori e registi che al suo teatro hanno fatto e fanno riferimento; tra questi sicuramente c'è Antonello De Rosa, talentuoso attore e regista salernitano, apprezzato dalla stessa madre di Ruccello, Pina De Nonno. Già noto al pubblico di Lustri che lo scorso anno lo ha applaudito per la magistrale interpretazione di Jennifer, quest'anno, per il secondo appuntamento della sezione Teatro curata da Enzo Marangelo, De Rosa ha portato in scena "Traccia di Mamma", che ha ottenuto il premio della critica al "Festival Voci dell'anima" di Rimini nel 2015.

 

De Rosa, come ha raccontato in Oltre la scena, "distrugge" l'organigramma delle originarie quattro storie in cui si sviluppava Mamme di Ruccello e fà di una sola mamma, Maria Di Carmela, il perno attorno al quale si manifesta ogni pensiero e sentimento, in un crescendo di follia che assume caratteri inquietanti e violenti, in un contesto di apparente comicità grottesca. Maria è una donna ruvida, rinchiusa in manicomio perchè convinta di essere la Madonna; è un'atmosfera intensa quella che si crea: un grande lenzuolo rosso-sangue, come una camicia di forza, i suoi deliri e i suoi ricordi, il suo interloquire con le monache che dovrebbero accudirla. Sulla scena un unico corpo smarrito nei labirinti della sua mente, che parla con personaggi come Marlon Brando. Il lenzuolo si apre mostrando un bambolotto cinto alla vita, un bambolotto come figlio, un figlio rifiutato e rinnegato da chi vive la religione come superstizione stancamente reiterata. A questa maternità si intreccia quella di Adriana che rimane incinta prima del matrimonio. Tante sono le sfaccettature di sua madre e profondo è il legame con la figlia, un legame edipico che distrugge e non lega, che rende il maschio inetto. La scoperta di questa gravidanza, aggiunta alla sua sofferenza per il mal di denti, portano questa mamma a sprigionare tutta la sua rabbia, il senso comune di vergogna; rifiuta il pensiero di dover scendere di un gradino sociale imparentandosi con il figlio di un idraulico. Adriana è la causa della sua schizofrenia, la causa del Cristo morto e nonostante questa sua religiosità, ai limiti del fanatismo e della bigotteria, è pronta ad imporre alla figlia l'aborto.  Adriana piuttosto preferirebbe morire e, indotta dalla madre che la sfida in questa estrema prova di coraggio, si lancia nel vuoto. Ciò che resta è una donna fondamentalmente sola in preda alla sua rabbia sacrilega e alla sua follia irriverente, su cui domina lo sguardo benigno della Madonna, cui spetta l'ingrato compito di farsi adorare da un'umanità che fa scempio dell'amore.

  

Antonello De Rosa è riuscito perfettamente in questa sua "distruzione" dell'opera di Ruccello, dando origine ad uno spettaccolo che già a partire dall'ingresso in sala, ha saputo catturare l'attenzione dello spettatore, rendendolo partecipativo dell'intensità e dell'emotività che andava consumandosi sul palco; ma soprattutto è stata apprezzata la capacità nel trasmettere la sua grande passione non solo per il teatro di Ruccello, ma per "l'arte del teatro", che richiede sacrificio talvolta anche fisico, preparazione, studio, concretezza e talento, come nel suo caso, innato. 

                                                                                              Alessandra Durighiello

 

Ultima modifica ilDomenica, 13 Novembre 2016 23:23
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