La storia del cinema a Solofra nelle pagine di Aniello Osvaldo De Stefano

Scritto da  , Pubblicato in Letteratura

Mercoledì 19 aprile nella Sala archi del Complesso monumentale di Santa Chiara di Solofra, si è tenuto l’ultimo appuntamento di I Viaggi dell’Eutopia, la sezione di Letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi

Mercoledì 19 aprile nella Sala archi del Complesso monumentale di Santa Chiara di Solofra, si è tenuto l’ultimo appuntamento di I Viaggi dell’Eutopia, la sezione di Letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi. Protagonista della serata l’ingegnere Aniello Osvaldo De Stefano  che ha presentato Con mio padre. Il cinema a Solofra (1927-2002), un lavoro dedicato a tutti quei solofrani che hanno dimenticato l’amore per la propria città che è il primo motore per fare bene, spesso emarginando coloro che sono ricchi di tali sentimenti.

La storia di Solofra si dipana in un lungo racconto molto articolato, che vale la pena conoscere ed approfondire; un racconto che non è fatto solo di concia e che si nutre delle vicende di tanti personaggi che sono emersi da questa comunità laboriosa, contribuendo allo sviluppo del tessuto socio-culturale del proprio ambiente cittadino. Un pezzo di storia solofrana recente è quella legata a  Giordano De Stefano che, tornato dall’Argentina durante la Grande Guerra,  matura un sogno: istituire un cinematografo a Solofra. Un’idea rivoluzionaria per il 1927. Nei locali dell’ex Convento di Sant’Agostino, che all’epoca raccoglieva le energie culturali della città, ospitando importanti manifestazioni teatrali e musicali, viene proiettato nel 1929 il primo film Trafalgar diretto da Frank Lloyd. Nemmeno la concorrenza del cinema Impero, poi D’Ambrosio, ha impedito ad un determinato Giordano di portare avanti la realizzazione del suo sogno, riuscendo ad acquisire anche la gestione di un cinematografo a San Pietro, nel Comune di Montoro.

Un sogno che si realizza concretamente nel 1970 con l’inaugurazione del Cinema Giordano in via Giuseppe Maffei. Scrivono i tre nipoti:  il nonno era molto legato al cinema, sembravano una sola cosa, lui ne aveva la gestione, a lui facevano capo gli zii e le zie, a lui era diretta la venerazione di nostro padre quando si parlava di questa sua realizzazione. Una presenza costante ma discreta, palesemente serena, come di chi ha raggiunto una meta e gusta e il meritato riposo.  Il locale gestito fino al 2002 ha rappresentato per molti, anche per chi scrive, il primo incontro con la sala cinematografica che è un luogo di educazione … un caro ricordo dell’infanzia.

 Il cinema Giordano ha lasciato un’impronta profonda nella storia della città, tanto da farne avvertire sempre di più l’assenza.

Alessandra Durighiello

Ultima modifica ilMercoledì, 26 Aprile 2017 17:18
Etichettato sotto

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

cittadisolofra h100
accademia di teatro
hypokrytes h50