Il freddo dell’anima nel racconto di Emilia Bersabea Cirillo

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Non smetto di avere freddo, edito per L’Iguana Editrice, è uno degli ultimi racconti della scrittrice irpina Emilia Bersabea Cirillo, presentato mercoledì 5 aprile, nella Sala archi del Complesso monumentale di Santa Chiara di Solofra, nell’ambito di I Viaggi dell’Eutopia la sezione di Letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi

Mi sono disfatta di uno dei miei eventuali futuri: in questa decisione c’è almeno una qualche leggerezza. Cammino svelta, ma non smetto di avere freddo. Mi faresti scaldare accanto a te?  da Affamata di Izabela Filipiak

Fame di affetto. Vuoto d’amore.  Il freddo che nessuna coperta, nessun fuoco può scaldare, da cui però impariamo a ripararci. Questo è il motivo attorno a cui ruota Non smetto di avere freddo, edito per L’Iguana Editrice, uno degli ultimi racconti della scrittrice irpina Emilia Bersabea Cirillo, presentato mercoledì 5 aprile, nella Sala archi del Complesso monumentale di Santa Chiara di Solofra, nell’ambito di I Viaggi dell’Eutopia la sezione di Letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi.

Le protagoniste del racconto sono Angela e Dorina, due persone molto diverse tra loro, anime stritolate da un’infanzia segnata dall’abbandono, che si conoscono in un orfanotrofio di Atrani. Nasce un’amicizia speciale, distinta dall’allegria, dal conflitto, dalla dipendenza e che, tuttavia, ad un certo punto si interrompe perché Angela viene data in affido. Sono divise, senza possibilità di contattarsi. Il destino le porterà a ritrovarsi molti anni dopo in un altro luogo di afflizione, un  carcere femminile avellinese, in cui Dorina è cuoca ed Angela una detenuta, condannata per omicidio. Donne in bilico, paralizzate dal freddo perenne che non è solo quello di una Irpinia in dismissione, ma il freddo causato dall’assenza di una madre.

Un racconto meditato, appassionato, espressione di una letteratura matura, che si lascia guidare da un linguaggio a tratti poetico.

Non meno appassionante è l’ultimo lavoro della Cirillo, Potrebbe trattarsi di ali, brevemente introdotto: una raccolta di sette storie sempre declinate al femminile, volte a demolire i canoni estetici dominanti e svelare le vicende di un corpo femminile destabilizzante e tremendamente attuale.

Alessandra Durighiello

Ultima modifica ilMercoledì, 26 Aprile 2017 17:22
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