Un'eccellenza irpina: Biagio Agnes nella biografia di Salvatore Biazzo

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Il 30 maggio 2011 si spegneva Biagio Agnes, il più longevo e avveduto direttore generale e, insieme ad Ettore Bernabei, uno dei capisaldi della storia della Rai. La sua vita viene da molti definita un romanzo e come tale la racconta Salvatore Biazzo, giornalista Rai, caporedattore e amico di Agnes, nella sua prima biografia autorizzata Biagio Agnes – un giornalista al potere, edito da Rai Eri, presentata nella Sala archi del Complesso monumentale di Santa Chiara di Solofra, il 29 dicembre, nell’ambito di I Viaggi dell’Eutopia, la sezione di letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi.

Il 30 maggio 2011 si spegneva Biagio Agnes, il più longevo e avveduto direttore generale e, insieme ad Ettore Bernabei, uno dei capisaldi della storia della Rai. La sua vita viene da molti definita un romanzo e come tale la racconta Salvatore Biazzo, giornalista Rai, caporedattore e amico di Agnes, nella sua prima biografia autorizzata Biagio Agnes – un giornalista al potere, edito da Rai Eri, presentata nella Sala archi del Complesso monumentale di Santa Chiara di Solofra, il 29 dicembre, nell’ambito di I Viaggi dell’Eutopia, la sezione di letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi, alla presenza di Nicola Mancino, Giuseppe Gargani e Massimiliano Amato.

Biazzo racconta la vita di Agnes in maniera completa e dettagliata: nato a Serino, nipote del primicerio Don Mariano Vigorita, si dimostra un capo naturale, un leader già da ragazzo, quando studente della terza C del Liceo classico Pietro Colletta di Avellino, convinse tutti i ragazzi dell’istituto ad aderire allo sciopero indetto per la “questione di Trieste”, sfidando il preside De Feo; è attorno alla sua figura carismatica, sotto la sua direzione e il suo stimolo che prende forma il dibattito e la lotta politica fondata sul confronto e la competizione, di un gruppo di giovani politici e intellettuali irpini della sinistra democristiana, riunitasi intorno al giornale Cronache Irpine del 1954 e alla tipografia Pergola. E’ la classe dirigente della prima Repubblica: Ciriaco De Mita, Nicola Mancino, Giuseppe Gargani, Gerardo Bianco, Salverino De Vito, Aurigemma, Raviele e includeva anche il giudice Dante Troisi, Pionati e Gianni Daniele. Il passaggio da Avellino a Roma è offerto da Rotosei, diretto da Raffaello Guzman ed è solo l’inizio di una lunga scalata che lo avrebbe portato al vertice della Rai, grazie alla sua dedizione ammirevole e alle sue idee avanguardistiche. Agnes credeva nel servizio pubblico come garanzia di qualità, obiettività, mezzo per offrire una informazione pluralista e indipendente, per creare una coscienza critica nel Paese e lo difese strenuamente nonostante la concorrenza di Mediaset. Fu lui a realizzare il Televideo, a sperimentare la diffusione regionale dell’informazione con la creazione di Rai regione e del tgr, perfezionando il disegno politico e aziendale di apertura al Pci, definita “lottizzazione perfetta”. Il primo grande passo verso l’informazione di prossimità. L’invenzione di cui più andava fiero era Check-Up la rubrica di medicina andata in onda dal 1977 al 2002, in cui noti luminari davano delucidazioni sulle malattie, su come prevenirle e curarle, trasmissione che raggiunse il più alto indice di gradimento mai toccato - 90%.

Biagio Agnes può a pieno titolo essere iscritto nel novero delle molte personalità  eccellenti dell’Irpinia, avendo segnato e lasciato una traccia indelebile nella storia non solo della Rai ma dell’Italia intera.

 Alessandra Durighiello

Ultima modifica ilVenerdì, 20 Gennaio 2017 17:19
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