Paolo Pileri e il consumo del suolo. Iniziano i Viaggi dell'Eutopia.

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E' stato Paolo Pileri, professore di pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano, a riaprire i "Viaggi dell'Eutopia", la sezione di Letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi, presentando il libro Che cosa c'è sotto.Il suolo. I suoi segreti, le ragioni per difenderlo

E' Paolo Pileri, professore di pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano, a riaprire i Viaggi dell'Eutopia, la sezione di Letteratura di Lustri curata da Renato Siniscalchi, presentando il libro Che cosa c'è sotto. Il suolo. I suoi segreti, le ragioni per difenderlo.

In attesa che sia approvata la legge sul contenimento del consumo del suolo, insabbiata in Senato da maggio, il professore Pileri espone uno studio dettagliato e analitico sul suolo, una risorsa non rinnovabile (sono necessari 500 anni per produrne 2,5cm), un bene comune che consumiamo e distruggiamo per sempre. Erosione, frane e smottamenti, salinizzazione, inquinamento, compattazione, perdita di biodiversità, sono tra le principali cause di perdita del suolo; ma è l'impermeabilizzazione che comporta la perdita totale del suolo, una volta realizzata non è possibile tornare indietro. L'urbanizzazione ormai si è spinta fino all'occupazione di aree non sempre adatte all'insediamento, come quelle a rischio idrogeologico: le ultime alluvioni sono le conseguenze dell'eccesso di cemento e non solo delle forti piogge, che ci sono sempre state. E' il cemento che ha sigillato i bacini idrografici la causa dei danni, non la Natura matrigna. Non è più tempo  di costruire, di versare dell'altro cemento! Non bisogna permettere agli speculatori di consumare quel che resta del suolo, illudendoci che solo con le grandi opere, solo se si muove l'edilizia, si rimette in moto l'economia, l'Italia cresce e si esce dalla crisi. Bisognerebbe invece rispettare, preservare e valorizzare la biodiversità del nostro territorio, risanarlo e metterlo in sicurezza, recuperare e rendere efficienti le costruzioni esistenti.

Bisognerebbe cambiare il modello di sviluppo globale, come esorta Papa Francesco nell'enciclica Laudato sì: dovremmo sostanzialmente riflettere in maniera responsabile sul senso dell'economia e sulle sue finalità, ridefinendo il concetto di progresso. Può considerarsi progresso lo sviluppo tecnologico ed economico che non comporta una migliore qualità della vita? Spesso proprio nel contesto di una crescita dell'economia si assiste ad una diminuzione della qualità della vita delle persone, per il deteriorarsi dell'ambiente, per la bassa qualità dei prodotti alimentari, per l'esaurimento di alcune risorse; è lampante l'esempio offerto dalla Cina attualmente.

Per la comunità solofrana e i suoi amministratori quella di domenica 13 Novembre è stata un'occasione persa: il nostro è un territorio molto fragile, poco curato e molto abusato, c'è un forte consumo di suolo per una certa tendenza alla cementificazione selvaggia, all'abusivismo edilizio. Sarebbe stato utile approfondire e confrontarsi sull'argomento con un esperto estraneo ai giochi di potere locali, ma purtroppo rimaniamo insensibili al danneggiamento del nostro paesaggio, che è danneggiamento della nostra identità storico-culturale, fintantochè non viene toccato il nostro interesse e la nostra comodità quotidiana. 

                                                                                  Alessandra Durighiello

Ultima modifica ilMercoledì, 16 Novembre 2016 19:54
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