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La cura all’imperfezione e alla confusione dei regimi politici esistenti è l’imitazione del governo di un solo uomo dotato di scienza.

Scritto da  , Pubblicato in Filosofia

Confusione. Con Scherzo di Pierre Schaeffer inizia, domenica 5 marzo, il penultimo appuntamento delle letture in scena tratte dal Politico di Platone nell’ambito di Genealogia di una città, la fortunata sezione di Filosofia di Lustri, curata dalle professoresse Lidia Palumbo e Piera De Piano, che affidano il commento critico ad Andrea Capra

Confusione. Con Scherzo di Pierre Schaeffer inizia, domenica 5 marzo, il penultimo appuntamento delle letture in scena tratte dal Politico di Platone nell’ambito di Genealogia di una città, la fortunata sezione di Filosofia di Lustri, curata dalle professoresse Lidia Palumbo e Piera De Piano, che affidano il commento critico ad Andrea Capra. Niente strumenti, né spartiti. La musica si materializza dalla combinazione delle registrazioni di voci, oggetti, strumenti elettronici e del suono concreto di ambienti, così come avviene anche in Welt Parlament di Karlheinz Stockhausen.

Lo Straniero di Elea – Enzo Marangelo espone a Socrate il Giovane – Mario Paesano  la teoria delle forme di governo e il ruolo delle leggi.

Il governo dei filosofi, l’intreccio di sapere e potere, rimane l’ideale di costituzione perfetta a cui il legislatore deve riferire la sua opera di redazione delle leggi e di supervisore degli altri magistrati e funzionari incaricati di sovrintendere agli uffici fondamentali della città. Dal momento che oggi un governante che possieda la scienza politica non nasce per natura come l’ape re nell’alveare, dobbiamo volgerci a scrivere leggi a imitazione di quelle vere della città governata da un vero uomo politico. Nessuno può andare contro la legge, solo chi possiede la scienza politica può modificarla. Come si distingue il vero uomo politico che in nome della sua arte può andare contro il disposto delle leggi da chi arbitrariamente o tirannicamente le infrange spinto dal desiderio?  Il governo di uno solo, dotato di scienza, rappresenta l’unica vera forma di governo, mentre le altre sono imitazioni della verità. Viene categoricamente escluso che le illusorie forme di governo esistenti, in particolare la democrazia e l’oligarchia possano essere buone forme di governo, perché né la moltitudine dei ricchi, né il popolo nel suo insieme potrà mai acquisire questa scienza politica. La democrazia è la peggiore forma di governo tra quelle dotate di leggi perché  la natura mediocre dei suoi molti esponenti impedisce il compimento di grandi opere sia nel bene che nel male, ma è la migliore tra quelle che sono prive di leggi. La differenza tra le forme di governo esistenti e quella in cui governa l’uomo politico dotato di scienza è equiparabile alla distanza che intercorre tra la divinità e gli uomini. Da ciò discende il paragone del vero uomo politico col timoniere che si ispira all’opera del timoniere dell’ universo, cioè la divinità. Si pone la contrapposizione tra i veri uomini politici, dotati di scienza, conoscitori della realtà, che perseguono il bene dell’intera città e i finti politici, esponenti di una so la parte della città, che perseguono il loro interesse personale. I finti politici vengono paragonati ai sofisti che fingono di possedere la sapienza come quelli che fingono di possedere la scienza politica. Ci troviamo di fronte a imitazioni  di forme di governo così come nei sofisti troviamo opinioni al posto di verità: i falsi politici sono  i sofisti più grandi tra i sofisti.

Alessandra Durighiello

Ultima modifica ilSabato, 11 Marzo 2017 13:48
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