Il viaggio di Odisseo tra menzogne e stelle

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Illustrazione della storia del cosmo liberamente tratta da ill. di Malcom Godwin, Scientific American, 2012 Illustrazione della storia del cosmo liberamente tratta da ill. di Malcom Godwin, Scientific American, 2012

Il viaggio di Odisseo dalla caduta di Troia fino al suo ritorno ad Itaca si presta ad un affascinante parallelo con la storia dell’origine e dell’evoluzione dell’universo, dal Big Bang alla formazione delle galassie, delle stelle e dei pianeti. Claudia Mignone, astrofisica e divulgatrice scientifica di origini salernitane ma che attualmente vive in Olanda dove lavora per l’ Agenzia Spaziale Europea, presenta con grande semplicità una  storia iniziata 14 miliardi di anni fa, una storia che parla di quark, protoni, atomi, di elio, idrogeno, di forza gravitazionale, calcoli e teorie strettamente scientifici ma, in maniera inaspettata, offre commistioni e spunti per il racconto del poema epico per eccellenza. Colonna sonora di questa narrazione è l’improvvisazione per sassofono di Renato Ferreira, musicista e compositore brasiliano.

 Quindi nell’isola Eolia giungemmo; e lì aveva dimora Eolo … diede a me un otre di bue novenne … e vi rinchiuse all’interno le strade dei venti sonori; già, poiché il figlio di Crono lo rese signore dei venti … quindi per me solo il soffio di Zefiro fece spirare, sì che portasse le navi e noiEolo e i Lestrigoni è il titolo del terzo appuntamento di Ulisse mentitore, la sezione di Epica e Scienze di Lustri curata dal professore Luigi Spina, che affida il commento critico al filologo classico Stefano Amendola, le istallazioni a cura di Omfas.

I venti sono come pensieri lievi e impercettibili  ma ingovernabili, possono trascinarci in situazioni che non controlliamo o per sentieri che non vorremmo percorrere. E’ indispensabile che i pensieri vengano domati. La nostra coscienza deve rimanere sveglia: se c’è bisogno del dolce Zefiro sia lui a soffiare, ma gli altri venti devono rimanere chiusi nell’otre, legata alla nave d’un lucido laccio fatto d’argento. Odisseo per giorni evita di dormire, resta sveglio, ma arrivando in prossimità della mèta si lascia sopraffare dalla stanchezza e si addormenta. I compagni, in preda ai sentimenti umani più bassi, invidiosi, liberano i venti, i pensieri. Si scatena la tempesta, il vento gonfia le vele della zattera. E’ il disastro. Invano Odisseo chiederà nuovamente aiuto ad Eolo. Il dio ha scoperto la sua menzogna : Odisseo ha nascosto di essere inviso a Poseidone. Prosegue così il suo viaggio, giungendo nella terra dei Lestrigoni, giganti antropofagi che su ordine del loro re Antifate, distruggono la flotta di Odisseo e la carneficina è terribile: muoiono trucidati, arpionati come pesci, quasi tutti gli uomini del re di Itaca. Mentre è in atto la strage, Odisseo, il distruttore di città, il più astuto tra gli uomini, il valente e coraggioso eroe della guerra di Troia, trae dal fianco la spada per rompere gli ormeggi della sua nave e darsi alla fuga, terrorizzato. Nessuno dice che Odisseo avrebbe dovuto affrontare i Lestrigoni, nessuno lo accusa di vigliaccheria, nessuno gli rinfaccia quell’episodio deplorevole in cui si è sottratto al combattimento.

E' la caduta totale di un mito: Odisseo non è un eroe ma un vile, astuto e fraudolento.

Alessandra Durighiello

Ultima modifica ilMartedì, 07 Febbraio 2017 18:26
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